SE ALLA BIBLIOTECA SERVE L'ESORCISTA
Servono altri 175.000 euro per la struttura di via Valvassori Peroni, fatta
due volte, inaugurata 14 mesi fa e ancora parzialmente inagibile
Fascicolo riaperto, anzi, mai chiuso, quello sulla Biblioteca di Lambrate
inaugurata meno di 14 mesi fa dopo 8 anni di attese, rinvii e investimenti
azzardati e soprattutto lavori rifatti da capo.
Infatti, nonostante la biblioteca sia stata inaugurata ben due volte, in
questi giorni è arrivata l’ennesima sorpresa.
Secondo gli uffici tecnici del Comune di Milano sarà necessario intervenire
nuovamente con un’ulteriore stanziamento di quasi 200 mila euro per il
completamento di un’opera per cui si sono già spesi sei milioni di euro, e il
cui budget inizialmente previsto ammontava a circa la metà.
Che il progetto fosse nato sotto una cattiva stella lo si capì presto, quando
nel 2003 l’apertura di una prima versione della Biblioteca venne fermata in
extremis da una perizia che ne giudicò pericolante la struttura.
Rescisso il contratto con l’impresa costruttrice, nel 2007 ripresero i lavori
di ristrutturazione dell’edificio già realizzato secondo il nuovo progetto
deliberato dal Comune. Dopo due anni la Biblioteca sembrava finalmente
completata.
Lo è sembrato veramente per poco, fino al sopralluogo di verifica dei tecnici
del Comune di 9 mesi più tardi.
Il problema riguarda l’auditorium: non solo non sussistono le condizioni di
sicurezza richieste dai vigili del fuoco, ma l’acustica è talmente di scarsa
qualità da compromettere lo svolgimento di concerti e iniziative musicali.
Se, come dicevamo circa due mesi fa il Comune ha stanziato 30 mila euro per la
messa in sicurezza della sala (i lavori dovrebbero terminare a fine mese), per
la questione acustica la spesa prevista raggiunge quota 145 mila euro.
Lo specifica la lettera dei tecnici inviata al Consiglio di Zona 3, chiamato
in questi giorni a deliberare la pratica.
Le proposte di intervento sono tre, anche se la terza, si legge nella lettera,
pur essendo molto più economica (circa 20 mila euro), non sarebbe compatibile
con la classe di reazione al fuoco richiesta dai vigili del fuoco.
La soluzione che risolverebbe in maniera definitiva la questione è
prevedibilmente quella più onerosa, e prevedrebbe l’applicazione sulle pareti
dell’auditorium di pannelli fonoassorbenti in sughero biondo resistente al
fuoco.
L’intervento sarebbe attuato nell’ambito dell’appalto 50/2009 di emergenze per
le biblioteche, il che suona ancor più incredibile, considerando il fatto che
stiamo parlando di una struttura nuova di zecca.
“I lavori sono stati fatti male fin dal principio, c’è un vizio di forma nella
costruzione iniziale –denuncia Luca Prini, consigliere di zona 3– Temo che
questa biblioteca continuerà a presentare problemi e ad avere bisogno di
interventi nei prossimi anni, rischia di diventare una voragine mangia-soldi
mai sazia”.
Giulia Cusumano