CONTROCAMPUS
Per il progetto della nuova residenza universitaria in Città Studi non ci sono ancora le carte in regola

I residenti lo chiamano “ecomostro”, i costruttori “primo campus universitario internazionale d’Italia”.
Parliamo del complesso di 16 piani che sorgerà – o dovrebbe sorgere- in via Botticelli, zona Città Studi, al posto dell’ex istituto di Arti grafiche Rizzoli.
L’area, acquistata dall’immobiliarista Vittorio Farina, dal 15 aprile 2009  è stata messa a disposizione della società GF1 Real Estate srl pronta a demolire l’attuale edificio di 5 piani per far posto alla nuova residenza universitaria.
Il progetto, presentato un anno fa come risolutore del problema alloggio per almeno 600 studenti fuori sede, sembra però avere vita difficile.
Non solo e non tanto per le proteste e i cortei di cittadini di un quartiere residenziale che vedono come fumo negli occhi la nascita di un grattacielo in mezzo a tante villette dei primi del ‘900.
La questione è principalmente di carattere burocratico.
Martedì 9 giugno, nel corso della Conferenza dei servizi -riunione tra i diversi settori tecnici comunali responsabili dei permessi e dei controlli sui progetti– sono stati identificati alcuni punti di scarsa trasparenza già sollevati dall’interrogazione del Consigliere comunale dei Verdi Maurizio Baruffi.
Non solo mancano all’appello da sempre il piano finanziario dell’intervento e alcuni elaborati grafici indispensabili per la verifica della conformità del progetto. Il settore pianificazione urbanistica generale ha anche recentemente avanzato l’obiezione di incompatibilità di destinazione dell’area stabilita dal Piano Regolatore.
“Non crediamo davvero in un reale ripensamento ma almeno siamo riusciti a muovere le acque” commenta Luca Prini, Consigliere di Zona 3 e sostenitore della lotta all’”ecomostro”.
La mobilitazione dei residenti della zona ha di fatti acceso i riflettori sulla vicenda: “In Comune –continua Luca Prini– hanno finalmente scelto la strada della prudenza. Certo è che se il progetto passasse con la leggerezza dimostrata fin qui sarebbe il segnale che in questa città tutto è lecito”.
Qualche scrupolo in più deve esserselo fatto lo stesso Assessore all’urbanistica Carlo Masseroli, che si è detto disponibile a ripassare il progetto alla Commissione urbanistica per una nuova esame.
Sulle tempistiche ancora nulla di certo. Vista la nota lentezza della macchina amministrativa c’è da scommettere che prima del prossimo inverno la questione non verrà discussa.

Giulia Cusumano